festa dell’Annunciazione

Con il Sì di Maria ha inizio il dono della Redenzione” Presentiamo quanto detto dal Vescovo Daniele, nella Celebrazione della Messa nella Cappella dell’Annunziata
Saluto iniziale Anzitutto alla comunità delle suore, buona festa! Oggi una particolare benedizione e preghiera per voi tutte, per la vostra fedeltà, per la dedizione con cui ancora volete bene a questa terra, alla scuola, a tutti i bambini, al corpo docente e a tutti i fedeli di Montanaro. E con voi anche ringraziamo il Signore per tutto ciò che la vostra vita donata ha saputo offrire a quanti avete avvicinato.Ogni volta che celebriamo una solennità, una festa o una memoria Mariana, abbiamo la grande opportunità di metterci sotto la protezione del manto di Maria, sapendo che il figlio ascolta sempre la madre. 

Omelia  Allora, dove sono i più piccoli qui? Eccoli, voi siete i più piccoli. C’è qualcuno anche dell’asilo? No, quindi quelli della prima sono i più piccoli! Adesso io dico delle cose, se c’è qualcosa che non capite, voi che siete i più piccoli siete autorizzati ad alzare la mano. Va bene? Perfetto! Allora, un anno fa, proprio qui in questa chiesa abbiamo provato a capire perché oggi è festa. E l’abbiamo capito attraverso i “gemelli diversi” che ora hanno preso altre strade e non sono più qui a Montanaro. Che cosa avevamo capito attraverso “gemelli diversi”? Che oggi è festa perché mancano nove mesi al Natale. L’avete capito? Più o meno… Allora, lo ridico in altre parole. Oggi è il 25 marzo, fra nove mesi nasce Gesù. Per questo oggi è festa, perché oggi, Maria, la madre di Gesù, lo concepisce in grembo e lo darà alla luce a Natale. Fra nove mesi esattamente. Allora noi oggi è come se già ci preparassimo al Natale, e come se già gustassimo la bellezza del­la solennità del Natale. A me piace ricordare, proprio per capire la grandezza dell’evento di oggi, una storia. Allora immaginiamo di trovarci alla grotta di Betlemme con Maria, Giuseppe, il Bambinello, il bue e l’asino. I pastori sono già andati via e anche gli angeli sono andati via insieme ai pastori e allora Maria ne approfitta per riposare un po’. Ma ad un certo punto, davanti all’ingresso della grotta si pre­sentano due persone con la testa china. Non si capiva bene chi fossero, ma certamente guardan­doli, Maria si accorge che erano due persone certamente molto avanti negli anni, molto molto anziani ed era­no un uomo e una donna. Soltanto che andando avanti verso Gesù con la testa bas­sa e coperti da un velo sulla testa, (come si usava fare allora in Palestina), Maria e Giuseppe non vedevano il loro volto. Questi due, si stavano avvicinando a piccoli passi al bambi­no Gesù. E Maria era molto preoccu­pata, chissà se volevano poi far del male a Gesù! Non conosceva per nulla né quell’uomo né quella donna. La Madonna era veramente preoccupata di questi due che si avvicinano sempre di più, un po’ zoppicando e, ad un certo punto, proprio quando sono vicinissimi a Gesù, dal velo della donna esce fuori una mano con dentro una mela. Quella donna era Eva. Perché mi piace molto questa storia? Perché ci dice che cosa accade oggi. Maria viene spesso chiamata, nella teologia, la nuova Eva. E questa storia ci fa capire esattamente perché Ma­ria viene chiamata la nuova Eva. Perché quando Adamo ed Eva hanno preso del frutto di quell’al­bero da cui non potevano prendere i frutti, di fatto si sono separati da Dio. Adamo ed Eva sono nella Scrittura, coloro che hanno iniziato a separarsi da Dio facendo quello che non si doveva. E perché, proprio Adamo ed Eva ora sono davanti alla grotta, in questo racconto molto sapiente? Perché quando Maria dice Sì all’angelo, tutto si ricostruisce. Oggi è il giorno in cui quello che era stato separato a motivo della scelta di Ada­mo ed Eva viene riunito.
Con il Sì di Maria inizia un nuovo ciclo per l’umanità, è come se si chiudesse una parte della storia e se ne aprisse un’altra. Si chiude la parte della storia che chiamiamo creazione, inizia quella parte della storia che chiamiamo Redenzione. Con il Sì Maria ha inizio per noi il dono della Redenzione. Ed è come se, ciò che era stato non solo separato, ma anche rovinato, oggi venisse completamente ricostruito, rimesso a nuovo. Allora cosa ci insegna oggi la Madonna? Se Adamo ed Eva avevano detto un no, Lei ci insegna a dire sì. Se Adamo ed Eva avevano detto non ci fidiamo, Lei ci insegna a dire “io mi fido e mi affido”, soprattutto quando non ho sicu­rezze. Quindi mi fido e mi affido perché c’è una Parola. In questo caso la parola dell’arcangelo Gabriele. Maria comincia a dire all’umanità “iniziate a regi­strare l’udito sulla Parola di Dio e non sulle paro­le confuse del cuore della testa”. Iniziate a dire sì quando il Signore vi manda un segnale, e non sempre a ciò che impulsivamente vi viene in mente. Infine, se Adamo ed Eva avevano cominciato a vergognarsi del loro corpo, Ma­ria invece comincia ad offrirlo il corpo. Ce lo ricorda benissimo il salmo responsoriale: non hai voluto né sacrifici né offerta, allora io ti offro il mio corpo. Questa è la liturgia di Maria, l’offerta del corpo, l’offerta della vita; per corpo non intendiamo qual­cosa che è diverso da noi, intendiamo la nostra totalità. Maria offre un corpo, non offre solo le pa­role. Maria non dice solo delle cose belle, Maria offre sé stessa. Offre il suo corpo e offrendo il suo corpo offre tutto. Ecco come Maria e Gesù oggi iniziano la ricostruzione dell’umanità. Buona festa dell’Annunciazione a tutti i voti.

Il 25 Marzo si è celebrata, presso la Cappella dell’Annunziata, la Solennità dell’annuncio del Signore, presieduta dal vescovo di Ivrea Mons. Daniele Salera. La Cappella era gremita, non solo di fedeli accorsi a partecipare a questa importante ricorrenza, ma anche dalle famiglie dei bambini frequentanti la scuola primaria paritaria. Ed è proprio ai piccoli alunni che il vescovo si è in particolare rivolto durante l’omelia, affinché anche i più piccoli possano imparare da Maria a rispondere alle chiamate che Dio farà nelle loro vite, proprio come Lei fece. Con quel “Magnificat anima mea Dominum”, infatti, Maria esulta non solo con lo spirito, ma anche con il cuore e con il corpo, rispondendo di “sì ” e affidandosi completamente al Signore con gioia, senza mai dubitare del Suo progetto divino, come quello che Lui ha per ciascuno dei suoi figli.  Al termine della Celebrazione Eucaristica, i bambini hanno offerto un omaggio corale alla Madonna, con un susseguirsi di canti a Lei dedicati, interpretati con gioia e profonda emozione, sotto l’attenta guida dei loro insegnanti , che nelle trascorse settimane hanno preparato i bambini con la solita dedizione che li contraddistingue. Ogni canto è stato infine introdotto dalla lettura di messaggi di pace, amore e speranza, affinché la Luce che Maria ha acceso con quel “sì “(e che brillava a monito sull’altare della Cappella) continui a guidare i passi, le azioni e le coscienze dell’intera umanità.                   (Cristina Buttò)

                                                                                                                                                                                           

 

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: