Esercizi Spirituali a Montanaro

A condurre gli incontri padre Antonello Erminio. Qui le riflessioni di una partecipante agli Esercizi spirituali presso la Casa Madre delle Suore di Montanaro.

La vita cristiana: continua generazione alla vita di amore

Quando alla fine di aprile suor Maurizia mi ha comunicato che padre Antonello aveva accettato di tenere gli esercizi ad agosto ne fui davvero felice, finalmente dopo due anni e mezzo che non si facevano più né esercizi, né incontri formativi a causa del Covid, sentivo davvero il bisogno di qual­cosa di arricchente. Sinceramente sia io che altre persone con cui lavoro nella comunità parrocchiale, sentivamo il biso­gno di un po’ di ricostituente… anche lo spirito ha bisogno di vitamine!

È vero che la preghiera e l’Eucarestia sono sostegno e fonte di grazia ma a volte sento il bisogno di essere aiutata a riscoprire la mia fede, la mia appartenenza alla Chiesa. Proprio Padre Antonello ha esordito dicendo che, tutti abbiamo bisogno di Esercizi Spirituali, perché siamo come del vino buono, anche ottimo, che viene immerso nell’acqua che è il mondo in cui viviamo, pertanto ri­schiamo di perdere completamente il sapore! A poco a poco rischiamo di perdere il gusto delle cose di Dio e finiamo per vivere secondo la logica della mentalità odierna dove è vietato o quasi parlare di trascendente, di Fede nella Rivelazione. Viste le nostre povertà e fragilità è sicuramente più sem­plice e più facile vivere secondo la mentalità corrente.

Il mondo di oggi ha sostituito il rapporto con Dio, il rapporto con il trascendente con il potere! L’uomo d’oggi è preoccupato solo di autorealizzarsi, di autoaffermarsi, di poter fare tutto ciò che vuole, perché vale più di chi gli è accanto… È tutto un tentativo di dimostrare qualcosa in più dell’al­tro…viviamo in un mondo in cui, avendo tutto, abbiamo perso il senso del lavorare, del sacrificarsi per un motivo al di fuori di sé, l’uomo realizzato è colui che basta a se stesso e non tollera che nessuna norma lo limiti.

Il cristiano invece basa la sua realizzazione in Colui che è fonte della Vita, in Colui a cui dobbiamo il nostro vivere e il nostro esistere.

Ognuno di noi è un miracolo, ognuno di noi è stato chiamato alla vita per un atto d’amore del nostro Creatore, tutto quello che ognuno di noi è, con le sue doti, le sue qualità tutto è stato voluto da Colui che ci ha creato!

Per capire questo mistero d’amore dobbiamo avere il cuore disponibile a lasciare che il buon Dio ci parli, ci suggerisca quelle cose che noi facciamo fatica a capire perché siamo ancorati alla mentalità terrena, comprendiamo solo ciò che riusciamo ad avere sotto controllo, sentiamo tuttavia che niente di ciò che facciamo ci soddisfa pienamente, e capiamo che per sentirsi pienamente realizzati dobbiamo uscire da noi stessi e solo nel Trascendente troviamo una risposta che ci appaga.

Nel rapporto con Dio dobbiamo operare un’inversione di rotta, siamo sempre noi che ci rivolgiamo a Dio, invece dobbiamo invocare lo Spirito per capire che è Lui che ha deciso per noi; l’amore di Dio ci precede e il credente deve credere che è Dio che ci precede e, a ognuno di noi, nella sua intimità non resta altro che consegnarsi a questo rapporto d’amore. Dobbiamo reimparare che la vita cri­stiana è la vita di un Padre che si prende cura di ognuno di noi “personalmente” … dobbiamo sentirci amati, è il nostro atto di fede più grande.

Sono mille le considerazioni, i dubbi, le difficoltà per cui è faticoso ammettere che l’amore di Dio mi precede, Dio mi ama indipendentemente da ciò che faccio…. ma nella mia libertà che è il dono più grande che Dio mi ha dato, devo sforzarmi di comprendere che Dio mi ha creato perché mi vuole bene, mi ama e questo è il cuore della Rivelazione.

Mio Dio, senza di te non potrei esistere, ti amo! Questa è l’invocazione che dovrei fare ad ogni re­spiro! La preghiera, infatti, non è solo un riconoscere Dio per fargli una serie di richieste, ma do­vrebbe essere l’atto filiale con cui mi consegno a Dio, non a caso la preghiera che Gesù ci ha inse­gnato inizia con “Padre”. Noi siamo a questo mondo per diventare figli e lo Spirito santo è l’energia con cui Dio ci trascina nel rapporto con Lui. Dobbiamo esercitarci nel permettere a Dio di prendere possesso del nostro io…che è riottoso e vorrebbe essere lui a fare il primo passo.

Dio è un Padre che desidera essere riconosciuto per tutto il bene che ha riversato su di noi, perché siamo figli di Dio nel Battesimo. Dobbiamo avere con Dio un rapporto di figliolanza che deve radicarsi dentro di noi grazie all’azione dello Spirito Santo.

Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto Lui!” 1Gv3, 1-2

La nostra generazione si compiace di derivare dalla scimmia, allo stesso tempo si dispiace di derivare da Dio, di essere considerata figlia di Dio, eppure questo ci è stato rivelato da Gesù e tanti sono i passi della parola di Dio che ci rivelano che la missione di Cristo è stata proprio quella di rivelarci l’Amore di Dio suo Padre. 

Allora il cristiano cosa deve fare? Sant’Agostino avrebbe detto “Ama e fa ciò che vuoi “Infatti l’amore genera libertà e la capacità di fare il bene non sotto comando, ma nella libertà del cuore, impariamo a fare il bene, a generare vita, a non giudicare nessuno, impariamo a guardare negli occhi delle persone con empatia, cercando di vedere il positivo che c’è in ognuno. Chi ama è positivo, sa cogliere il bene che c’è intorno, sa diffondere letizia.

Mt 11, 25-30 “Ti ringrazio o Padre, Signore del cielo e della terra perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì o Padre, perché hai deciso nella tua benevolenza”. Dio non ha rivelato il suo amore ai dotti e ai sapienti che bastano a sé stessi, ma a coloro che sono piccoli cioè  infanti, desiderosi solo di farsi amare, che vivono in una totale dipendenza dai genitori e vivono questa situazione con abbandono e l’amore dei genitori è per ognuno fonte di vita che ge­nera gioia e pace. Se non ci abbandoniamo nelle braccia del padre come fanno i bambini non capi­remo mai l’amore di Dio e non riusciremo mai ad essere felici.

Tutte queste considerazioni erano accompagnate e supportate dall’esegesi di tanti passi della sacra scrittura, spiegati con semplicità e chiarezza da Padre Antonello che, come sempre, dimostra un’ot­tima padronanza dei testi biblici che sa far gustare e spiegare magistralmente! Confesso che resto sempre affascinata dal modo chiaro ed efficace con cui riesce a far gustare la Parola di Dio!  Sono rimasta incantata nel seguire l’esegesi dell’episodio evangelico di Zaccheo, mai avevo approfondito e gustato così in profondità tale brano, in ogni parola è nascosto un messaggio che Dio mi vuole rivelare!

Mentre Padre Antonello sviscerava il tema di questi esercizi: “La vita cristiana continua generazione alla vita di amore” il suo discorrere mi ha fatto venire in mente l’opera di un trapano che conti­nuando a girare su sé stesso produce un buco sempre più profondo, lui continuando ad argomentare cercava di aiutarci a dire con sempre maggiore consapevolezza e fede: “Signore io mi fido dite! Fin dal mattino fammi sentire il tuo amore!”

Robertilla Vivian

Pubblicato in Iniziative

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