{"id":7729,"date":"2025-03-24T10:24:43","date_gmt":"2025-03-24T09:24:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/?p=7729"},"modified":"2025-05-19T21:41:41","modified_gmt":"2025-05-19T19:41:41","slug":"gesu-figlio-di-dio-generato-dal-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/gesu-figlio-di-dio-generato-dal-padre\/","title":{"rendered":"Credo in Ges\u00f9 Figlio di Dio generato dal Padre"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #333399;\"><a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/gesu-figlio-di-dio-generato-dal-padre\/gesu-figlio-di-dio-generato-e-non-creato-donci_monreale1\/\" rel=\"attachment wp-att-7730\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7730\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Gesu-figlio-di-Dio-generato-e-non-creato-donci_monreale1-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Gesu-figlio-di-Dio-generato-e-non-creato-donci_monreale1-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Gesu-figlio-di-Dio-generato-e-non-creato-donci_monreale1.jpg 471w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tema della catechesi guidata da P. Antonello Erminio domenica 23 marzo 2025<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Credo in Ges\u00f9 Cristo unico Figlio di Dio generato dal Padre prima di tutti i secoli<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cChiunque riconosce che Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio.&nbsp; E noi abbiamo conosciuto e creduto l&#8217;amore che Dio ha in noi. Dio \u00e8 amore; chi rimane nell&#8217;amore rimane in Dio e Dio rimane in lui\u201d (1 Gv 15-16).<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">prima parte della meditazione<\/span><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-7729-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/audio\/1.gesu.figlio.di.dio.generato.non.creato.m4a?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/audio\/1.gesu.figlio.di.dio.generato.non.creato.m4a\">https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/audio\/1.gesu.figlio.di.dio.generato.non.creato.m4a<\/a><\/audio>\n<p><span style=\"color: #800000;\">seconda parte della meditazione<\/span><br \/>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-7729-2\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/audio\/2.gesu.figlio.di.dio.generato.non.creato.mp3?_=2\" \/><a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/audio\/2.gesu.figlio.di.dio.generato.non.creato.mp3\">https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/audio\/2.gesu.figlio.di.dio.generato.non.creato.mp3<\/a><\/audio><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste parole di Giovanni \u00e8 riassunta la fede in Ges\u00f9 e in Dio che i primi discepoli\/apostoli hanno vissuto. Un Dio, che \u00e8 Padre, e che vi\u00adve di amore verso le sue creature in un rapporto vitale mediante il dono del Figlio. La vicenda dei discepoli\/apostoli esperimentata con Ges\u00f9 ha generato in loro la certezza di fede che Egli \u00e8 il Figlio di Dio che si \u00e8 incarnato e che essi lo hanno sentito, visto, segu\u00ecto (<em>cf<\/em> 1 Gv 1, 1). Per questa fede hanno vissuto, affrontato il martirio. Di questa fede si sono fatti annunciatori della novit\u00e0 che Dio \u201c\u00e8\u201d. Questa fede ha dovuto difende\u00adre contro tutte le diffidenze che sorgevano nella sua proclamazione. E le parole del Credo ne sono una chiarificazione e una difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Credo in un solo Signore, Ges\u00f9 Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create.&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole di questa parte del Credo risalgono a 1700 anni fa, al Con\u00adcilio di Nicea, avvenuto nel 325. Il palazzo imperiale che ospit\u00f2 il Concilio del 325 e la basilica che successivamente fu costruita a me\u00admoria di tale avvenimento sono oggi sommersi dal lago di \u0130znik (Turchia): di quelle rovine inabissate ci danno testimonianza le recen\u00adti scoperte archeologiche. Anche queste parole, come la basilica del Primo Concilio, rischiano di essere parole sommerse: parole, che ri\u00adpetiamo ogni domenica, ma di cui non comprendiamo pi\u00f9 il senso, ma soprattutto non gustiamo pi\u00f9 la grandiosit\u00e0 e la bellezza. Eppure, quell\u2019evento straordinario, <em>primo concilio ecumenico della storia della Chiesa<\/em>, non \u00e8 consegnato alla dimenticanza del tempo n\u00e9 alla cantilena delle assemblee liturgiche di oggi, poich\u00e9 la sua verit\u00e0 risuona come eco sulla bocca di migliaia di credenti che, radunati nell\u2019assemblea liturgica, da 1700 anni ripetono la formula nicena (leggermente ampliata al Concilio di Costantinopoli). Da qui il nome di \u201csimbolo niceno-costantinopolitano\u201d, ossia formula della fede per esprimere la retta fede. Queste parole sono, oggi come allora, la \u201ccar\u00adta d\u2019identit\u00e0\u201d del cristiano, secondo il significato originario del ter\u00admine <em>Symbolum<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Perch\u00e9 fu necessario emanare questo simbolo di fede?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Vediamo i vari passaggi. <\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">I padri conciliari sentirono il bisogno di rispondere alla predicazio\u00adne eterodossa del presbitero alessandrino Ario. Questi predicava che per il Figlio di Dio \u201c<em>c\u2019era un tempo in cui non esisteva<\/em>\u201d, e perci\u00f2 fu \u201c<em>tratto dal nulla<\/em>\u201d (cio\u00e8, fu creato): e i padri risposero che invece il Figlio \u00e8 generato dal Padre \u201c<em>prima di tutti i secoli<\/em>\u201d riconoscendo che la sua generazione \u00e8 \u201cal di fuori e al di sopra del tempo\u201d e non \u201cnel tempo\u201d. Cio\u00e8, il Figlio \u00e8 eternamente presente come generato nel grembo di Dio Padre, ossia la vita del Padre sta nel generare eterna\u00admente il Figlio, o in altri termini \u201cnell\u2019atto di amarlo\u201d poich\u00e9 viene generato nell\u2019Amore.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il <em>Simbolo<\/em> pertanto professa che il Figlio \u00e8 \u201cgenerato, non creato\u201d (\u03b3\u03b5\u03bd\u03bd\u03b7\u03b8\u03ad\u03bd\u03c4\u03b1 \u03bf\u1f50 \u03c0\u03bf\u03b9\u03b7\u03b8\u03ad\u03bd\u03c4\u03b1), elaborando una distinzione tra \u201cgenera\u00adzione\u201d e \u201ccreazione\u201d: ci\u00f2 che \u00e8 creato \u00e8 \u201cprodotto\u201d ad opera di chi lo fa e quindi non \u00e8 \u201cdella stessa natura di chi lo crea\u201d, mentre il Figlio \u201c\u00e8 generato\u201d, cio\u00e8 della stessa natura divina del Padre. Portiamo un esempio: un padre produce un tavolo, ma il tavolo non \u00e8 della natura del padre. Lo stesso padre d\u00e0 origine a un figlio, e il fi\u00adglio \u00e8 della natura del padre. Si differenzia per la personalit\u00e0, poich\u00e9 il figlio non \u00e8 ripetizione del padre, ma porta in s\u00e9 la stessa \u201cnatura umana\u201d del padre. Non cos\u00ec \u00e8 del tavolo che \u00e8 stato \u201cprodotto\u201d, \u201ccreato\u201d.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza Ario affermava anche che <em>Ges\u00f9 \u00e8 s\u00ec \u201cDio\u201d, ma non \u201cvero Dio\u201d<\/em> (\u1f00\u03bb\u03b7\u03b8\u03b9\u03bd\u1f78\u03bd \u03b8\u03b5\u03cc\u03bd), in quanto doveva essere considera\u00adto Dio \u201cper grazia\u201d (ossia per decisione benevola del Padre), e non \u201cper natura\u201d. In pratica pensava che il Figlio avesse la sola somi\u00adglianza del padre, cos\u00ec come un prodotto fatto da un uomo porta i se\u00adgni del suo ingegno, poich\u00e9 gli ha dato la forma che ha pensato e mo\u00addellato. E quindi <em>faceva del Figlio un dio minore, \u00abintermediario\u00bb tra il Padre e il mondo, ma il Figlio non proveniva \u201cdalla stessa sostan\u00adza del Padre<\/em>\u201d (\u1f41\u03bc\u03bf\u03bf\u03cd\u03c3\u03b9\u03bf\u03bd). Per questo il Concilio professa che il Fi\u00adglio \u00e8 \u201c<em>Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa so\u00adstanza del Padre<\/em>\u201d, in quanto ha la stessa natura divina di Dio-Padre. Per chiarezza va detto che, se il Figlio condivide la stessa natura di\u00advina del Padre, non \u00e8 per\u00f2 la stessa \u201cPersona\u201d del Padre. D\u2019altra par\u00adte, \u00e8 ci\u00f2 che avviene anche per noi, e cio\u00e8 che i figli pur condividen\u00addo la stessa \u201cumanit\u00e0\u201d dei genitori sono diversi come \u201cpersone\u201d.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Se il Concilio ha impiegato termini filosofici per esprimere la veri\u00adt\u00e0 di fede \u00e8 perch\u00e9 fu Ario a impiegare questo tipo di linguaggio, sic\u00adch\u00e9 la risposta, per poter essere efficace, non poteva che essere a sua volta dello stesso tipo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Dove si appoggia questa fede di Ges\u00f9 Figlio di Dio?<\/strong><\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la fede che la Chiesa ha professato fin dall\u2019inizio attraverso la ripresa memoriale degli avvenimenti che i discepoli avevano vissu\u00adto con Ges\u00f9. Sotto la potenza dell\u2019evento della risurrezione di Ges\u00f9 e del mostrarsi di Ges\u00f9 vivo tra loro, i discepoli <em>hanno potuto com\u00adprendere in profondit\u00e0 la loro esperienza vissuta con lui, le sue paro\u00adle misteriose e i fatti compiuti da Lui<\/em>: Lui che diceva: \u201cIo e il Padre siamo una cosa sola\u201d (Gv 10,30). Solo allora hanno capito che ave\u00advano convissuto con il Figlio di Dio che si era fatto carne. Ricordando dunque la straordinaria esperienza con Ges\u00f9 alla luce della Risurrezione e con l\u2019effusione dello Spirito Santo a Pentecoste hanno potuto avere la <em>certezza che avevano vissuto con Ges\u00f9 vero uomo, la cui natura era di essere \u201cil Figlio amato\u201d di Dio inviato nel mondo<\/em>: ed \u00e8 con questa fede che hanno vissuto i primi credenti con\u00adtrastando tutte le dottrine spiritualeggianti di tipo gnostico e docetico. Queste dottrine sminuivano Ges\u00f9 sostenendo che la sua \u201ccarne era solo apparente\u201d e quindi il Ges\u00f9, nato da Maria e che aveva vissuto in Galilea, era un \u201cessere spirituale\u201d con apparenza umana. Ma un Ges\u00f9 cos\u00ec non \u00e8 il Figlio di Dio che si \u00e8 \u201cincarnato\u201d, e quini non ha condi\u00adviso la nostra umanit\u00e0. E quindi non ci poteva salvare.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 aveva detto loro che il suo rapporto con il Padre era un rap\u00adporto unico ed esclusivo. Il padre per Ges\u00f9 era \u201cil Padre mio\u201d, e si diversificava dal modo con cui i discepoli potevano pure rivolgersi a Lui chiamandolo \u201cPadre nostro\u201d.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Allora i discepoli poterono capire l\u2019insegnamento riportato dai Vangeli Sinottici: \u201c<em>Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, n\u00e9 chi \u00e8 il Padre se non il figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare<\/em>\u201d (Lc 10,22=Mt 11,27). Con queste parole Ges\u00f9 esprimeva il suo rap\u00adporto di figliolanza unica e singolare con il Padre. E rimproverava Fi\u00adlippo che gli chiedeva di mostrargli il Padre dicendo: <em>\u201cDa tanto tem\u00adpo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre, come puoi tu dire \u2018Mostraci il Padre\u2019?\u201d <\/em>(Gv 14,8).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Contempliamo il Figlio generato nel Mistero eterno di Dio<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mistero di Dio \u00e8 connotato con una metafora, tratta dal modo con cui la vita si trasmette e continua nel suo movimento vitale, ed \u00e8 la parola: <em>\u201cgenerazione\u201d. <\/em>Lo utilizza il testo del Concilio e lo suggeri\u00adsce il testo giovanneo: \u201cL\u2019Unigenito \u201c\u03bc\u03bf\u03bd\u03bf\u03b3\u03b5\u03bd\u1f74\u03c2\u201d che \u00e8 nel grembo del Padre\u201d &#8211; (Gv 1, 16). \u201cGenerato, non creato\u201d recita, dunque, la formula di fede. Il fenomeno della vita non \u00e8 una semplice riproduzione o reduplica\u00adzione di un\u2019altra forma vivente identica alla sorgente da cui deriva: un <em>figlio generato non \u00e8 identico al padre da cui prende vita<\/em>. Tra il padre e il figlio scorre la medesima vita umana, ma il modo con cui il figlio vive non \u00e8 il modo di vivere del padre. <em>Un padre \u00e8 diverso dal figlio, eppure l\u2019uno \u00e8 legato all\u2019altro perch\u00e9 hanno la stessa natura.<\/em> E\u2019 per questo che tra un figlio e un padre possono scambiarsi parole che si comprendono. La generazione, dunque, indica un legame e nello stesso tempo una differenza. Ora <em>quando Ges\u00f9 definisce se stesso come \u201cFiglio\u201d af\u00adferma di essere legato nel rapporto con il Padre che lo genera e nello stesso tempo di essere diverso dal Padre<\/em>, secondo le parole di Ges\u00f9 raccolte da Giovanni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIo sono nel Padre e il Padre \u00e8 in me\u201d<em> (Gv 14,11); \u201cIl Padre ha la vita in se stesso e ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso\u201d (Gv 5,26); \u201cIl Figlio da se stesso non pu\u00f2 fare nulla, se non ci\u00f2 che vede fare dal Padre;&nbsp; quello che il Padre fa, anche il Figlio lo fa\u201d (Gv 5, 19). <\/em>Il Figlio \u00e8 interconnesso eternamente con il Padre. E per indicare questa connessione viene utilizzata la metafora della \u201cgenerazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>La metafora della generazione esprime il principio della vita come Amore<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Questa metafora \u00e8 ricca di senso anche quando la osserviamo nel fe\u00adnomeno umano della generazione.<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">Quando s\u2019accende una vita nel grembo di una donna, il sistema immunitario &#8211; la cui funzione \u00e8 di innalzare una difesa di fronte a tut\u00adto ci\u00f2 che s\u2019inserisce dall\u2019esterno del proprio circuito biologico \u2013 contraddice se stesso ed abbassa tutte le difese a favore del nuovo ar\u00adrivato. Fa spazio. E il grembo della donna si predispone ad allargarsi sempre di pi\u00f9 per lasciar crescere la nuova creatura. E\u2019 un fenomeno che esprime il senso della vita. Si vive facendo spazio ad altri, rinun\u00adciando ad una chiusura e difesa di se stessi. Non solo, ma il corpo che accoglie rinuncia a una parte di s\u00e9 e nutre il nuovo essere perch\u00e9 vi\u00adva. Questo \u00e8 il pi\u00f9 formidabile enigma del vivente: il vivente trasmet\u00adte una vita che non ha inventato: se l\u2019\u00e8 trovata! Sicch\u00e9 amare \u2013 se\u00adcondo l\u2019intrigante formula dello psicanalista Lacan \u2013 significa \u201c<em>dare qualcosa che non si ha<\/em> [che non si possiede in proprio, ma che si \u00e8 ricevuto] <em>a qualcuno che non l\u2019ha chiesto<\/em> [in una espansione libera e gratuita]\u201d. Il vivente non reduplica se stesso, suscita invece una diffe\u00adrenza da s\u00e9.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Dunque, dire che il Figlio \u201c\u00e8 generato\u201d significa che il Padre \u00e8 \u201cSpazio aperto\u201d che <em>vive nell\u2019atto di \u201cfar essere\u201d un Altro<\/em>. Questo \u00e8 il movimento originario di Agape. Il grembo di Dio \u00e8 amore perch\u00e9 genera altro da s\u00e9. Dio esiste nell\u2019atto eterno di generare il Figlio: per questo \u00e8 \u201cPadre\u201d. E il Figlio esiste nell\u2019atto eterno di \u201cessere genera\u00adto\u201d, per questo \u00e8 Figlio. E <em>questo atto nell\u2019assoluto della divinit\u00e0 esprime di essere l\u2019Amore<\/em>, poich\u00e9 <em>amare vuol dire espropriarsi per\u00adch\u00e9 altri vivano<\/em>. L\u2019eterno movimento di amare il Figlio \u00e8 il modo di essere di Dio. Dio \u00e8 Affezione eterna: vive affezionandosi ad altro, il Figlio, e facendolo esistere.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, genera\u00adto, non creato, della stessa sostanza del Padre<\/strong><\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Quando da una candela accesa si passa il fuoco ad un\u2019altra candela, la luce della prima candela non diminuisce, anzi s\u2019intensifica. E que\u00adsta luce delle due candele unite insieme non \u00e8 un\u2019altra luce, ma \u00e8 la stessa che si \u00e8 accesa nello scambio di \u201cluce da luce\u201d. E tuttavia se si distacca una candela dall\u2019altra, la luce permane autonomamente in ciascuna candela. Cos\u00ec avviene nel grembo eterno di Dio: la vita con\u00adsiste nell\u2019eterno movimento di uno scambio di vita, cio\u00e8 di amore, dal Padre al Figlio e dal Figlio al Padre.<\/li>\n<li>Di quest\u2019amore vive tutta la Creazione. Anche la vita umana \u2013 poi\u00adch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 creato a \u201cimmagine di Dio\u201d &#8211; si esprime in questa di\u00adnamica di consegna di s\u00e9 ad un altro, affinch\u00e9 la vita continui in lui. <em>Si esiste dunque veramente facendo vivere altri, dando vita ad altri<\/em>. E qui non si tratta solo della biologia della vita, si tratta del <em>ricono\u00adscimento che si d\u00e0 altri, quale potenza che fa vivere<\/em>. Si tratta del sor\u00adriso che si offre apprezzando l\u2019altro, che diventa energia che accende la vita. Si tratta dell\u2019espropriazione di s\u00e9 per venire incontro al biso\u00adgno dell\u2019altro, affinch\u00e9 non si senta perduto nel suo bisogno.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Per mezzo di lui tutte le cose sono state create<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer mezzo di lui ogni cosa \u00e8 stata creata e nulla di ci\u00f2 che \u00e8 creato esiste al di fuori di lui\u201d (Gv 1,4). Ogni creatura \u00e8 \u201cpredestinata\u201d a fare unit\u00e0 con il Figlio, cio\u00e8 a diventare conforme a lui, e quindi ad assu\u00admere i contorni della sua identit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cpredestinati a essere conformi all&#8217;immagine del Figlio suo, perch\u00e9 egli sia il primogenito tra molti fratelli\u201d (Rom 8, 29).&nbsp; <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel creare il non-divino, ossia ci\u00f2 che non \u00e8 della sua stessa \u201cnatura\u201d (noi esseri umani, il cosmo, il mondo animale e vegetale), Dio ha \u2013 per cos\u00ec dire &#8211; <em>immaginato che tutto avesse la \u201cforma\u201d del Figlio<\/em>, cio\u00e8 di questo legame d\u2019amore che unisce il Figlio al Padre. Tutto ha come destinazione ultima di entrare in rapporto con il Figlio e <em>vivere come \u00e8 vissuto Lui nella sua umanit\u00e0<\/em>. Cos\u00ec tutta <em>la creazione porta le impronte digitali del Figlio<\/em>. E aspira a realizzare in se stessa la figlio\u00adlanza divina, ovvero il consegnarsi a Lui nell\u2019amore. <em>La creazione non ha coscienza di questo destino, per questo essa vive all\u2019interno della coscienza della figliolanza divina che gli esseri umani sono chiamati a vivere<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa creazione vive dell\u2019ardente aspettativa della rivelazione di figli di Dio \u2026 e liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione attende di entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio, gemendo e soffrendo come le doglie di un parto\u201d (<\/em>cf<em> Rom 8, 19. 21. 22).&nbsp; <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come il Figlio, ogni uomo diventa se stesso vivendo nel modo con cui ha vissuto il Figlio, ossia <em>nel percepire se stesso come generato da Dio e nel far vivere altri oltre se stesso<\/em>. Questo \u00e8 infatti il manda\u00adto consegnato al discepolo: \u201cAmare Dio e il prossimo\u201d: formula che non \u00e8 da \u201csentimentalizzare\u201d in un vago sentimento di altruismo, n\u00e9 da prendere come semplice comandamento morale, ma da <em>percepire come l\u2019atto che permette di esistere e di far esistere altri grazie alla propria presenza benevola e gratificante<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Gli inni cristologici della prima comunit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di questo cammino che spiega la nostra fede, risentiamola battere in noi attraverso il modo con cui i primi cristiani l\u2019hanno ce\u00adlebrata nei cosiddetti \u201cInni Cristologici\u201d, rivolti a Ges\u00f9 Cristo glorio\u00adso.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>1 Col 1, 15-17<\/strong><\/span> Egli \u00e8 immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, <sup>16<\/sup>perch\u00e9 in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra,&nbsp;quelle visibili e quelle invisibili:&nbsp;Troni, Dominazioni, Principati e Potenze.&nbsp;&nbsp;Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.&nbsp;<sup>17<\/sup>Egli \u00e8 prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. <strong>Efesini 1, 3-12<\/strong> Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. <sup>4<\/sup>In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carit\u00e0, <sup>5<\/sup>predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Ges\u00f9 Cristo, secondo il disegno d&#8217;amore della sua volont\u00e0, <sup>6 <\/sup>a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. <sup>7<\/sup>In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. <sup>8<\/sup>Egli l&#8217;ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, <sup>9<\/sup>facendoci conoscere il mistero della sua volont\u00e0, secondo la benevolenza che in lui si era proposto <sup>10<\/sup>per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. <sup>11<\/sup>In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati &#8211; secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volont\u00e0 \u2013<sup>12<\/sup>a essere lode della sua gloria, noi, che gi\u00e0 prima abbiamo sperato nel Cristo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tema della catechesi guidata da P. Antonello Erminio domenica 23 marzo 2025 Credo in Ges\u00f9 Cristo unico Figlio di Dio generato dal Padre prima di tutti i secoli \u201cChiunque riconosce che Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio.&nbsp; E noi abbiamo conosciuto e creduto l&#8217;amore che Dio ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":7730,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[81,1],"tags":[],"class_list":["post-7729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-incontri-con-la-parola","category-iniziative"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7729"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7729\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7872,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7729\/revisions\/7872"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7730"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}