{"id":3890,"date":"2015-07-26T15:09:42","date_gmt":"2015-07-26T13:09:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/?p=3890"},"modified":"2025-04-02T16:33:06","modified_gmt":"2025-04-02T14:33:06","slug":"gesu-risorto-con-i-discepoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/gesu-risorto-con-i-discepoli\/","title":{"rendered":"Gesu&#8217; Risorto con i discepoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mare-di-Tiberiade.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3026\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mare-di-Tiberiade-300x226.jpg\" alt=\"mare di Tiberiade\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mare-di-Tiberiade-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mare-di-Tiberiade-1024x771.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La resurrezione di Ges\u00f9 ci immette in un mondo nuovo e costruisce dentro di noi una consapevolezza diversa rispetto a quella nella quale noi normalmente viviamo la vita di tutti i giorni. La realt\u00e0 intorno ci assorbe in modo tale da attirare lo sguardo unicamente verso le cose, e allora perdiamo la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 profonda che \u00e8 il destino ultimo della vita e cio\u00e8 stare con il Signore Ges\u00f9. Alla nostra morte, non faremo altro che incontrarci con quel volto nascosto, mai visto del Signore a cui abbiamo dato il nostro affetto. E se avremo vissuto in lui e per lui, diventeremo capaci di riconoscerlo, e di dire: &#8211; Ah, sei proprio tu quello della resurrezione! Il mistero delle Risurrezione \u00e8 funzionale a rigenerare il nostro modo di vedere, di sentire, di fare esperienza del Signore. Abbiamo visto come nel racconto di Giovanni c\u2019\u00e8 questa preoccupazione: dimostrare che il Signore \u00e8 una realt\u00e0 che si fa vedere, ci fa sperimentare la consapevolezza del nostro limite, del nostro peccato. Toccando le sue piaghe, tocchiamo le nostre. Ma cosa vuol dire prendere consapevolezza che il Signore \u00e8 risorto, che ha superato la barriera dello spazio e del tempo,? Vuol dire precisamente che i 2000 anni che ci separano dalla sua presenza sulla terra sono niente: quella barriera \u00e8 superata. Il tempo nel Signore Ges\u00f9 non esiste pi\u00f9. Esiste solo per noi, Lui \u00e8 il presente, Egli ha un respiro universale che abbraccia tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qui nasce una nuova coscienza di s\u00e9, un modo nuovo di percepirsi, non pi\u00f9 da soli dentro alla battaglia quotidiana, ma all&#8217;interno del rapporto con Lui. E quando diciamo: &#8211; Il Signore sia con voi! &#8211; non \u00e8 un modo di dire, ma una realt\u00e0 cristiana che dice: &#8211; Davvero il Signore \u00e8 con te e ti accompagna.\u00a0 Questo \u00e8 il cammino della fede che siamo invitati a riprendere continuamente, perch\u00e9 noi tendiamo a dimenticarlo. C\u2019\u00e9 un proverbio che dice: &#8211; Lontano dagli occhi, lontano dal cuore! E\u2019 cos\u00ec anche nelle questioni importanti della fede. Ci troviamo a riascoltare la parola di Dio proprio per ridirci il senso della vita, per non dimenticare. Ges\u00f9 ci ha raccomandato di vivere nella memoria di Lui e cio\u00e8, a riportarlo all&#8217;interno della nostra umanit\u00e0, della nostra coscienza. Che il Signore possa farci fremere come \u00e8 avvenuto per i discepoli!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Paolo dice: \u201cQuesta vita che vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me! Non sono pi\u00f9 io che vivo, ma \u00e8 Cristo che vive in me!\u201d E\u2019 il destino a cui siamo chiamati: essere una sola cosa con Cristo. Percepire invece che la mia umanit\u00e0 diventa un po\u2019 incartapecorita perch\u00e9 si va ad appoggiare su cose che non tengono \u00e8 la mia tristezza. Chiediamo che, per grazia, possiamo percepire che Cristo \u00e8 dentro alla nostra povera umanit\u00e0, alla nostra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per i discepoli \u00e8 stato faticoso assumere la consapevolezza che, quel Ges\u00f9 che aveva mangiato con loro, era vissuto con loro, gli aveva soggiogati dal punto di vista umano e del quale avevano capito solo l&#8217;1%, adesso era ancora con loro. Alla luce della Risurrezione hanno dovuto fare il cammino di rilettura dei tre anni di esperienza vissuti con lui. La Risurrezione \u00e8 stato l&#8217;evento che ha separato il mondo dal prima al dopo. Il Tempio che si spacca da cima a fondo rappresenta la nuova realt\u00e0 e cio\u00e8 che Dio \u00e8 con noi, vive con noi! Quanto siamo smarriti di fronte a questa realt\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo la tendenza a fare delle cose buone perch\u00e9 dopo troviamo soddisfacimento e possiamo presentarci a Dio dicendo: &#8211; Vedi, come sono bravo! E\u2019 la tendenza all&#8217;auto salvezza, al moralismo, al sentirci a posto di fronte a Dio e di fronte agli altri, perch\u00e9 gli altri sono il riflesso di ci\u00f2 che noi siamo, i nostri primi giudici. Tendiamo a costituirci in base al giudizio che gli altri possono dare. Questo non \u00e8 sbagliato, per\u00f2 non \u00e8 il punto fondamentale: se ci fermiamo qui siamo dei farisei. Il punto fondamentale \u00e8 la coscienza di s\u00e9: -Chi sono io? Qual \u00e8 l\u2019affetto che mi costituisce, mi determina?\u00a0San Tommaso diceva: -La consapevolezza dipende dall&#8217;affetto che maggiormente ci sostiene. L\u2019affetto \u00e8 l\u2019attaccamento che tiene insieme tutti i pezzi della vita! Il cristiano \u00e8 chiamato a dire qual \u00e8 l\u2019affetto che maggiormente lo sostiene, perch\u00e9 la luce che lo determina illuminer\u00e0 tutto il resto della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, la Risurrezione di Cristo genera dentro di noi questa luce nuova. E\u2019 bellissimo vedere il mattino presto la luce dell\u2019alba che d\u00e0 alle cose una brillantezza particolare. La luce della risurrezione \u00e8 come questa luce che arriva quando ancora non c&#8217;\u00e8 il caldo che solleva l\u2019umidit\u00e0 e quindi tutto pu\u00f2 apparire bello, pulito, chiaro. La Risurrezione di Cristo \u00e8 l\u2019albore nel quale nasce l&#8217;uomo nuovo, vero, autentico. Noi abbiamo un destino eterno, di essere legati in un affetto irrevocabile con colui che \u00e8 il nostro creatore e padre. In questo rapporto originale raccogliamo tutti gli affetti della vita, nessuno va perduto. Il Paradiso \u00e8 la festa degli effetti, tutto sar\u00e0 recuperato. Ecco perch\u00e9 il credente non \u00e8 un rinunciatario ma un amante della vita. Noi pensiamo che vivendo i comandamenti, in particolare quelli dell\u2019amore, siamo gente che rinuncia a qualcosa. Tutto \u00e8 bello e grande se guardato nella luce del Signore risorto. E\u2019 su questo punto che dobbiamo sfidare il mondo. Io faccio ci\u00f2 che merita ed \u00e8 valido.\u00a0Le cose che non faccio sono quelle che alla fine non mi accontentano, non danno ragione al desiderio che c\u2019\u00e8 dentro di me. E\u2019 una fatica sotto diversi aspetti. Abbiamo bisogno dell\u2019azione dello Spirito Santo perch\u00e9 illumini non soltanto la mente, ma soprattutto la volont\u00e0, ci trascini come fa il pap\u00e0 con il bambino che non vuole camminare. Lasciamoci trascinare dal Signore! Cos\u00ec Ges\u00f9 ha fatto con i suoi discepoli, secondo il vangelo che stiamo leggendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Gv 21,1-14 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>1<\/sup><\/em><em>\u00a0<\/em><em>Dopo questi fatti, Ges\u00f9 si manifest\u00f2 di nuovo ai discepoli sul mare di Tiber\u00ecade. E si manifest\u00f2 cos\u00ec:<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>2<\/sup><\/em><em>si trovavano<a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pesca_miracolosa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-3027 alignright\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pesca_miracolosa-300x255.jpg\" alt=\"pesca_miracolosa\" width=\"300\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pesca_miracolosa-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pesca_miracolosa.jpg 391w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> insieme Simon Pietro, Tommaso detto D\u00ecdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>3\u00a0<\/sup><\/em><em>Disse loro Simon Pietro: &#8220;Io vado a pescare&#8221;. Gli dissero: &#8220;Veniamo anche noi con te&#8221;. Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.<\/em> <em><sup>4\u00a0<\/sup><\/em><em>Quando gi\u00e0 era l&#8217;alba, Ges\u00f9 stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Ges\u00f9.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>5\u00a0<\/sup><\/em><em>Ges\u00f9 disse loro: &#8220;Figlioli, non avete nulla da mangiare?&#8221;. Gli risposero: &#8220;No&#8221;.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>6\u00a0<\/sup><\/em><em>Allora egli disse loro: &#8220;Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete&#8221;. La gettarono e non riuscivano pi\u00f9 a tirarla su per la grande quantit\u00e0 di pesci.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>7\u00a0<\/sup><\/em><em>Allora quel discepolo che Ges\u00f9 amava disse a Pietro: &#8220;\u00c8 il Signore!&#8221;. Simon Pietro, appena ud\u00ec che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perch\u00e9 era svestito, e si gett\u00f2 in mare.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>8\u00a0<\/sup><\/em><em>Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.<\/em><br \/>\n<em><sup>9\u00a0<\/sup><\/em><em>Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>10\u00a0<\/sup><\/em><em>Disse loro Ges\u00f9: &#8220;Portate un po&#8217; del pesce che avete preso ora&#8221;.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>11\u00a0<\/sup><\/em><em>Allora Simon Pietro sal\u00ec nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatr\u00e9 grossi pesci. E bench\u00e9 fossero tanti, la rete non si squarci\u00f2.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>12\u00a0<\/sup><\/em><em>Ges\u00f9 disse loro: &#8220;Venite a mangiare&#8221;. E nessuno dei discepoli osava domandargli: &#8220;Chi sei?&#8221;, perch\u00e9 sapevano bene che era il Signore.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>13\u00a0<\/sup><\/em><em>Ges\u00f9 si avvicin\u00f2, prese il pane e lo diede loro, e cos\u00ec pure il pesce.<\/em><em>\u00a0<\/em><em><sup>14\u00a0<\/sup><\/em><em>Era la terza volta che Ges\u00f9 si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta siamo di fronte a un brano che non dobbiamo leggere in chiave cronologica o con la mentalit\u00e0 dei giornalisti. La domanda non \u00e8 come sono andati i fatti, ma cosa ci vogliono dire. Il vangelo di Giovanni incomincia con la chiamata dei discepoli. E qui, Ges\u00f9, dopo la Risurrezione, chiama di nuovo i discepoli. Il brano ha dentro di s\u00e9 un aiuto a comprendere tutta la fatica del riconoscimento. Non \u00e8 cos\u00ec immediato dire \u00e8 Risorto ed \u00e8 presente nella mia vita. Cerchiamo di non scandalizzarci quando ci accorgiamo che la nostra fede si \u00e8 smarrita: fa parte della vita. Se ci smarriamo di fronte alla vita materiale alla quale riserviamo le nostre maggiori energie, immaginate se non \u00e8 logico che ci smarriamo anche di fronte alla fede! Come nella vita abbiamo bisogno di riprenderci e di ridare senso ai gesti che facciamo, cos\u00ec nella vita di fede. La fede non \u00e8 illuminazione ricevuta una volta per tutte, ma un cammino che implica la fatica del dare il proprio assenso a Cristo. Ma questa fatica \u00e8 sempre premiata, perch\u00e9 man mano ci si affida al Signore, Lui diventa sempre pi\u00f9 luminoso dentro le nostre ferite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ges\u00f9-lago-di-tiberiade-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3028\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ges\u00f9-lago-di-tiberiade--300x225.jpg\" alt=\"ges\u00f9-lago-di-tiberiade-\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Nel percorrere la strada della fede occorre avere questa pazienza. Per\u00f2, un conto \u00e8 camminare guardandosi i piedi, un conto \u00e8 camminare guardando la meta. Se smarriamo il punto di arrivo e non vediamo pi\u00f9 l&#8217;orizzonte, la fatica del passo dopo passo diventa pesante. Se invece allarghiamo lo sguardo, il passo dopo passo, diventa carico della presenza del Signore e si arriva alla meta in modo pi\u00f9 leggero. La domanda di Ges\u00f9 \u00e8 la stessa: &#8211; Chi cerchi? Qual \u00e8 l\u2019orizzonte? Questo \u00e8 il punto decisivo, perch\u00e9 tutto dipende da ci\u00f2 che cerchiamo. Senza un orizzonte \u00e8 come se uno diventasse immediatamente pigro, incapace di muoversi. Ai ragazzi che mi sfidano sulla fede, io rispondo: &#8211; Anche tu ce l\u2019hai un Dio, ma dimmi, ti rende felice? Se mi rispondono s\u00ec, io dico di continuare su quella strada perch\u00e9 intanto <em>(penso dentro di me),<\/em> prima o poi arriver\u00e0 il momento in cui gli dar\u00e0 nausea. Se amiamo Cristo non \u00e8 per spirito di devozione o per paura del giudizio universale, ma perch\u00e9 vogliamo essere fedeli alla dinamica che Dio ha messo nel cuore, e cio\u00e8 desiderare di essere felici. E la felicit\u00e0 pi\u00f9 profonda ci viene dell\u2019incontro con Cristo. Ripeto, non siamo dei rinunciatari della vita, ma persone che vogliono essere fino in fondo veramente felici e vivere nel proprio mondo un rapporto speciale con Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riprendiamo il testo <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che la preoccupazione dell\u2019evangelista, nel costituire la cornice dell&#8217;apparizione di Ges\u00f9 sul lago di Tibe\u00adriade, \u00e8 di voler raggiungere il numero simbolico di sette discepoli come testimoni. Dopo aver citato i primi cinque con il loro nome: Si\u00admon Pietro, Tom\u00admaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo, aggiunge altri due discepoli. Il numero sette \u00e8 il numero della pienezza, \u00e8 il simbolo per eccellenza della Chiesa. Ed \u00e8 come se subito voglia dire la sua intenzione e cio\u00e8, presentare la Risurrezione di Cristo all&#8217;interno della Comunit\u00e0 che si \u00e8 formata. Nel formare questa comunit\u00e0 sono stati presi i personaggi pi\u00f9 in vista: Pietro che il Capo, poi i due estremi: Tom\u00admaso che fa fatica a credere e Natanaele di Cana che, alla prima chiamata ha uno sguardo pieno su Ges\u00f9 ed \u00e8 pronto a riconoscerlo quale \u201cFiglio di Dio e re di Israele\u201d Gv 1,49.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, dentro a questi due discepoli che stanno agli antipodi, ci siamo tutti noi. Infine ci sono gli altri due per completare il numero sette che rappresenta tutta la Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro si apre con l\u2019apostolo Pietro che prende una decisione: quella di andare a pescare. Un certo numero di particolari fanno balzare in primo piano il parallelismo con il primo incontro della chiamata raccontato da Lc 5,1-11. Stessa situazione: una pesca infruttuosa che si trasforma in pesca abbondante. Quasi una seconda chiamata, dopo la svolta della risurrezione di Ges\u00f9 e l&#8217;inizio della missione della Chiesa. Il tentativo di Pietro, seguito dagli altri &#8211; Veniamo anche noi con te &#8211; di ritornare al mestiere che avevano fatto prima di incontrare Ges\u00f9, rivela la difficolt\u00e0 dei discepoli nell&#8217;accettare il fatto della risurrezione. L&#8217;evento \u00e8 accecante per la ragione: di qui l&#8217;incredulit\u00e0 che deve essere vinta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come arrivano alla fede i discepoli, riassunti nella figura di Pietro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;iniziativa pragmatica di Pietro di riprendersi la vita, (se la conclusione della vita di Ges\u00f9 \u00e8 stata la croce scandalosa, se nulla \u00e8 accaduto circa la gloria promessa, immaginata, allora non resta che mettere i piedi per terra e ritornare sui propri passi), ha un esito fallimentare &#8211; in quella notte non presero nulla: la notte dell&#8217;incredulit\u00e0. Fuori della fede, del rapporto con Cristo c\u2019\u00e8 il fallimento dell&#8217;uomo. \u201cSi tu te aedificas, ruinam aedificas&#8221; (Ag. Sermones, 169,11): se costruisci te stesso con le tue forze, costruirai un rudere; sei destinato a fallire. L&#8217;uomo pu\u00f2 anche costruire senza Cristo, ma la sua costruzione \u00e8 sempre incompiuta perch\u00e9 tarlata dall&#8217;insuperabile destinazione alla fine e alla decadenza. Al progetto di Pietro \u00e8 contrapposta l&#8217;iniziativa di Ges\u00f9. Questa iniziativa avviene nella semi-oscurit\u00e0 del mattino &#8220;all&#8217;alba&#8221;: contrapposizione con la notte dei discepoli: l&#8217;annotazione non \u00e8 semplicemente temporale, \u00e8 allusiva all&#8217;aurora del tempo nuovo che \u00e8 dato dalla risurrezione del Signore ed \u00e8 caratterizzato dalla sua Presenza nel quotidiano affaticarsi dei suoi discepoli. I discepoli non si erano accorti che era Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accorgersi nella fede della Presenza di Cristo nella propria vita segue <u>il lento processo<\/u> della libert\u00e0 che impara a<a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lasciate-le-reti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-3029 alignright\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lasciate-le-reti-177x300.jpg\" alt=\"lasciate-le-reti\" width=\"177\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lasciate-le-reti-177x300.jpg 177w, https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lasciate-le-reti.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/><\/a> concedersi al Signore. Inizialmente, la grazia della fede quasi non la si riconosce. Poi <u>nello sviluppo del tempo<\/u>, in seguito ai fatti che aprono gli occhi, si riesce a dire: \u00e8 proprio il Signore che mi ha guidato. E&#8217; la dinamica verso la fede descritta in modo caratteristico da Giovanni: si parte sempre dall&#8217;oscurit\u00e0 e ci si introduce ad essa un poco alla volta. L&#8217;uomo \u00e8 quell&#8217;essere che dal buio dell&#8217;incredulit\u00e0 e del peccato deve venire alla luce, che \u00e8 Cristo. L&#8217;iniziativa di Ges\u00f9 \u00e8 segnata dalla delicatezza della carit\u00e0 e dell&#8217;affetto. \u201cRagazzi\u201d<em>(paidia), <\/em>li chiama, diminutivo affettivo simile al <em>teknia <\/em>&#8220;figlioli&#8221; dell&#8217;ultima cena (Gv 13 ,33). E si manifesta come attenzione di carit\u00e0 verso il loro bisogno: <em>&#8220;Non avete nulla da mangiare?&#8221;<\/em>. E&#8217; lo stesso atteggiamento di servizio e di carit\u00e0 che il Signore aveva attuato nell&#8217;ultima cena e aveva raccomandato ai suoi. Il \u201cnon\u201d aver nulla da mangiare \u00e8 la condizione dell&#8217;uomo lontano dalla fede o con la fede incerta. L&#8217;atteggiamento di servizio e amorevolezza di Ges\u00f9 non \u00e8 solo preoccupazione emotiva, ma si fa azione: viene in evidenza nel miracolo della pesca straripante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta, il miracolo di una pesca abbondante non va ridotto a semplice evento straordinario che stupisce la razionalit\u00e0 per l&#8217;impossibilit\u00e0 a spiegarlo, ma pi\u00f9 profondamente va letto nell&#8217;ordine dei segni. La pesca miracolosa \u00e8 funzionale a far scattare nei discepoli un passaggio: dall&#8217;incapacit\u00e0 a riconoscere il Signore alla consapevolezza della sua presenza di risorto nella Chiesa. Il miracolo \u00e8 in funzione della fede: ovvero al far sbocciare l&#8217;evidenza di verit\u00e0 che \u00e8 il Risorto nella vita della comunit\u00e0 cristiana. Come nel racconto delle apparizioni della Maddalena, anche qui sono proposti diversi modi di riconoscimento di Ges\u00f9 nella fede: quello di Giovanni, quello di Pietro e quello degli altri discepoli .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Allora il discepolo che Ges\u00f9 amava disse a Pietro: \u00e8 il Signore&#8221;: <\/em>la capacit\u00e0 di vedere la profonda identit\u00e0 del risorto \u00e8 propria di colui che ama. E questo riconoscimento carismatico e intuitivo di Giovanni \u00e8 riversato in Pietro, colui che rappresenta il fondamento dell&#8217;istituzione. Carisma ed istituzione si devono integrare. Pietro, a sua volta, non \u00e8 ricettore passivo della comunicazione di Giovanni: mostra, a suo modo, l&#8217;amore per il Signore. Appena sente che \u00e8 il Signore, si butta in acqua per raggiungerlo prima degli altri: <em>&#8220;Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci&#8221;. <\/em>Il suo comportamento diventa significativo: essi si preoccupano della barca, lui ha altro a cui pensare. La sua fede diventa bisogno di incontrare il suo Signore. <em>Nessuno dei discepoli osava domandargli: &#8220;Chi sei?&#8221;, perch\u00e9 sapevano bene che era il Signore. <\/em>Ges\u00f9, alla titubanza dei discepoli di interrogarlo sulla sua identit\u00e0, <em>&#8220;si avvicin\u00f2, prese il pane e lo diede loro&#8221;<\/em>. Tre verbi che descrivono l&#8217;azione di Ges\u00f9: <em>si avvicina, prende il pane, lo d\u00e0 loro. <\/em>Non ci sono parole di Ges\u00f9. Agisce solo. E&#8217; l&#8217;atteggiamento di offrire ai discepoli da mangiare, che parla e fa scattare il riconoscimento, cos\u00ec come avviene con discepoli di Emmaus che lo riconoscono allo spezzare del pane.<a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Venite-e-mangiate.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3030\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Venite-e-mangiate.jpg\" alt=\"Venite e mangiate\" width=\"285\" height=\"177\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede \u00e8 un riconoscimento relazionale, \u00e8 certezza di una Presenza, misteriosa e reale, che costituisce in comunione i discepoli. La Chiesa nasce sul fondamento dell&#8217;Eucaristia. Il pasto pasquale del Signore con i discepoli continua la comunione del Ges\u00f9 terreno con i suoi, mantenendo la promessa di Gv 14,18: &#8220;Non vi lascer\u00f2 orfani, ritorner\u00f2 da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedr\u00e0 pi\u00f9; voi invece mi vedrete, perch\u00e9 io vivo e voi vivrete&#8221;. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 P.<\/em>\u00a0<em style=\"line-height: 1.5;\">Antonello Erminio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La resurrezione di Ges\u00f9 ci immette in un mondo nuovo e costruisce dentro di noi una consapevolezza diversa rispetto a quella nella quale noi normalmente viviamo la vita di tutti i giorni. La realt\u00e0 intorno ci assorbe in modo tale da attirare lo sguardo unicamente verso le cose, e allora perdiamo la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3026,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[82,1],"tags":[],"class_list":["post-3890","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esercizi-spirituali","category-iniziative"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3890"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4232,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3890\/revisions\/4232"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}