{"id":2591,"date":"2014-11-12T22:41:31","date_gmt":"2014-11-12T21:41:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/?p=2591"},"modified":"2025-04-02T16:34:33","modified_gmt":"2025-04-02T14:34:33","slug":"sabato-15-novembre-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/sabato-15-novembre-2014\/","title":{"rendered":"Trasformazione missionaria"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2550\" style=\"margin: 10px;\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium-229x300.jpg\" alt=\"Evangelii Gaudium\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a>Sabato 15 novembre 2014<\/strong><\/p>\n<h5>1. La Chiesa non cresce per proselitismo ma \u00abper attrazione\u00bb<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di \u201cuscita\u201d che Dio vuole provocare nei credenti. Abramo accett\u00f2 la chiamata a partire verso una terra nuova (cf <i>Gen<\/i>&nbsp;12,1-3). Mos\u00e8 ascolt\u00f2 la chiamata di Dio: \u00abVa\u2019, io ti mando\u00bb (<i>Es<\/i><i> <\/i>3,10) e fece uscire il popolo verso la terra promessa (cfr&nbsp;<i>Es<\/i>&nbsp;3,17). A Geremia disse: \u00abAndrai da tutti coloro a cui ti mander\u00f2\u00bb (<i>Ger <\/i>1,7). Oggi, in questo \u201candate\u201d di Ges\u00f9, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e <b>tutti siamo chiamati a questa nuova \u201cuscita\u201d missionaria<\/b>. Ogni cristiano e ogni comunit\u00e0 discerner\u00e0 quale sia il cammino che il Signore chiede, per\u00f2 tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodit\u00e0 e avere il coraggio di <b>raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunit\u00e0 dei discepoli \u00e8 una gioia missionaria. La sperimentano i settantadue discepoli, che tornano dalla missione pieni di gioia (cfr&nbsp;<i>Lc<\/i>&nbsp;10,17). La vive Ges\u00f9, che esulta di gioia nello Spirito Santo e loda il Padre perch\u00e9 la sua rivelazione raggiunge i poveri e i pi\u00f9 piccoli (cfr&nbsp;<i>Lc<\/i>&nbsp;10,21). La sentono pieni di ammirazione i primi che si convertono nell\u2019ascoltare la predicazione degli Apostoli \u00abciascuno nella propria lingua\u00bb (<i>At<\/i>&nbsp;2,6) a Pentecoste. Questa gioia \u00e8 un segno che il Vangelo \u00e8 stato annunciato e sta dando frutto. Ma ha sempre la dinamica dell\u2019esodo e del dono, dell\u2019uscire da s\u00e9, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre. Il Signore dice: \u00abAndiamocene altrove, nei villaggi vicini, perch\u00e9 io predichi anche l\u00e0; per questo infatti sono venuto!\u00bb (<i>Mc<\/i>&nbsp;1,38). Quando la semente \u00e8 stata seminata in un luogo, non si trattiene pi\u00f9 l\u00e0 per spiegare meglio o per fare segni ulteriori, bens\u00ec lo Spirito lo conduce a partire verso altri villaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La Parola ha in s\u00e9 una potenzialit\u00e0 che non possiamo prevedere.<\/b> Il Vangelo parla di un seme che, una volta seminato, cresce da s\u00e9 anche quando l\u2019agricoltore dorme (cf <i>Mc<\/i> 4,26-29). La Chiesa deve <b>accettare questa libert\u00e0 inafferrabile della Parola, che \u00e8 efficace a suo modo, e in forme molto diverse<\/b>, tali da sfuggire spesso le nostre previsioni e rompere i nostri schemi (EG 20-22).<\/p>\n<h5>2. Passare dalla semplice conservazione ad un atteggiamento missionario<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa \u201cin uscita\u201d &#8230; <b>sperimenta che il Signore ha preso l\u2019iniziativa, l\u2019ha preceduta nell\u2019amore<\/b> (cfr&nbsp;<i>1 Gv<\/i>&nbsp;4,10), e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l\u2019iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell\u2019aver <b>sperimentato l\u2019infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva.<\/b>&nbsp;&#8230; accorcia le distanze, si abbassa fino all\u2019umiliazione se \u00e8 necessario, e assume la vita umana, <b>toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo. &#8230;<\/b> La comunit\u00e0 evangelizzatrice si dispone ad \u201caccompagnare\u201d. Accompagna l\u2019umanit\u00e0 in tutti i suoi processi, per quanto duri e prolungati possano essere. Conosce le lunghe attese &#8230; usa molta pazienza, ed evita di non tenere conto dei limiti. &#8230; Si prende cura del grano e non perde la pace a causa della zizzania. Il seminatore, quando vede spuntare la zizzania in mezzo al grano, non ha reazioni lamentose n\u00e9 allarmiste. Trova il modo per far s\u00ec che la Parola si incarni in una situazione concreta e dia frutti di vita nuova, bench\u00e9 apparentemente siano imperfetti o incompiuti (EG 24).<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">3. Andare alla sostanza del Vangelo<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una pastorale in chiave missionaria non \u00e8 ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine che si tenta di imporre a forza di insistere. &#8230; <b>L\u2019annuncio si concentra sull\u2019essenziale<\/b>, su ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 bello, pi\u00f9 grande, pi\u00f9 attraente e allo stesso tempo pi\u00f9 necessario. La proposta si semplifica, senza perdere per questo profondit\u00e0 e verit\u00e0, e cos\u00ec diventa pi\u00f9 convincente e radiosa. Tutte le verit\u00e0 rivelate procedono dalla stessa fonte divina e sono credute con la medesima fede, ma alcune di esse sono pi\u00f9 importanti per esprimere pi\u00f9 direttamente il cuore del Vangelo. In questo nucleo fondamentale <b>ci\u00f2 che risplende \u00e8<\/b><b> <\/b><b>la bellezza dell\u2019amore salvifico di Dio manifestato in Ges\u00f9 Cristo morto e risorto<\/b>. &#8230; c\u2019\u00e8 una <b>gerarchia delle verit\u00e0 nella dottrina cattolica<\/b>, essendo diverso il loro nesso con il fondamento della fede cristiana. Questo vale tanto per i dogmi di fede, quanto per l\u2019insegnamento morale&#8230; L\u2019elemento principale della nuova legge <i>\u00e8 la grazia dello Spirito Santo<\/i>, che si manifesta nella fede e agisce per mezzo dell\u2019amore. Per questo <i>la misericordia \u00e8 la pi\u00f9 grande di tutte le virt\u00f9<\/i> &#8230; <b>nell\u2019annuncio del Vangelo \u00e8 necessario che vi sia una adeguata proporzione &#8230; c\u2019\u00e8 un sproporzione quando si parla pi\u00f9 della legge che della grazia, pi\u00f9 della Chiesa che di Ges\u00f9 Cristo, pi\u00f9 del Papa che della Parola di Dio<\/b> &#8230; ogni verit\u00e0 si comprende meglio se la si mette in relazione con l\u2019armoniosa totalit\u00e0 del messaggio cristiano, e in questo contesto tutte le verit\u00e0 hanno la loro importanza e si illuminano reciprocamente. Quando la predicazione \u00e8 fedele al Vangelo, si manifesta con chiarezza la centralit\u00e0 di alcune verit\u00e0 e risulta chiaro <b>che la predicazione morale cristiana non \u00e8 un\u2019etica stoica, \u00e8 pi\u00f9 che un\u2019ascesi,<\/b> non \u00e8 una mera filosofia pratica <b>n\u00e9 un catalogo di peccati ed errori. Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da s\u00e9 stessi<\/b> per cercare il bene di tutti. Quest\u2019invito non va oscurato in nessuna circostanza! Tutte le virt\u00f9 sono al servizio di questa risposta di amore. Se tale invito non risplende con forza e attrattiva, l\u2019edificio morale della Chiesa corre il rischio di diventare un castello di carte, e questo \u00e8 il nostro peggior pericolo. Poich\u00e9 allora non sar\u00e0 propriamente il Vangelo ci\u00f2 che si annuncia, ma alcuni accenti dottrinali o morali che procedono da determinate opzioni ideologiche. Il messaggio correr\u00e0 il rischio di perdere la sua freschezza e di non avere pi\u00f9 \u201cil profumo del Vangelo\u201d &#8230; <b>nel deposito della dottrina cristiana una cosa \u00e8 la sostanza e un\u2019altra la maniera di formulare la sua espressione. &#8230; Possiamo essere fedeli alla formulazione, ma non trasmettere la sostanza<\/b>\u201d (EG 35-41).<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">4. Un cuore missionario<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cuore missionario non si ripiega in una <b>rigidit\u00e0 autodifensiva<\/b> &#8230; La Chiesa \u201cin uscita\u201d \u00e8 una Chiesa con le porte aperte. Uscire verso gli altri per giungere alle periferie umane non vuol dire correre verso il mondo senza una direzione e senza senso. Molte volte \u00e8 meglio rallentare il passo, mettere da parte l\u2019ansiet\u00e0 per guardare negli occhi e ascoltare, o rinunciare alle urgenze per accompagnare chi \u00e8 rimasto al bordo della strada. A volte \u00e8 come il padre del figlio prodigo, che rimane con le porte aperte perch\u00e9 quando ritorner\u00e0 possa entrare senza difficolt\u00e0. La Chiesa \u00e8 chiamata ad essere sempre la <b>casa aperta del Padre. <\/b><b>&nbsp;&#8230; <\/b><b>se qualcuno si avvicina cercando Dio, non si incontri con la freddezza di una porta chiusa<\/b>. &#8230; Di frequente ci comportiamo come <b>controllori della grazia e non come facilitatori. Ma la Chiesa non \u00e8 una dogana, \u00e8 la casa paterna dove c\u2019\u00e8 posto per ciascuno con la sua vita faticosa<\/b>. Se la Chiesa intera assume questo dinamismo missionario deve arrivare a tutti, senza eccezioni. Per\u00f2 chi dovrebbe privilegiare? Quando uno legge il Vangelo incontra un orientamento molto chiaro: non tanto gli amici e vicini ricchi bens\u00ec soprattutto i poveri e gli infermi, coloro che spesso sono disprezzati e dimenticati, \u00abcoloro che non hanno da ricambiarti\u00bb (<i>Lc<\/i>&nbsp;14,14). Non devono restare dubbi n\u00e9 sussistono spiegazioni che indeboliscano questo messaggio tanto chiaro. Oggi e sempre, \u00abi <b>poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo<\/b>\u00bb, e l\u2019evangelizzazione rivolta gratuitamente ad essi \u00e8 segno del Regno che Ges\u00f9 \u00e8 venuto a portare. Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli. &#8230; <b>Non voglio una chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti<\/b> &#8230; le strutture ci danno una falsa protezione, le norme ci trasformano in giudici implacabili, mentre fuori c\u2019\u00e8 gente che muore di fame\u201d (EG 45-49).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 15 novembre 2014 1. 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