{"id":2585,"date":"2014-10-25T22:25:18","date_gmt":"2014-10-25T20:25:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/?p=2585"},"modified":"2025-04-02T16:34:45","modified_gmt":"2025-04-02T14:34:45","slug":"sabato-25-ottobre-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/sabato-25-ottobre-2014\/","title":{"rendered":"Quaresima senza Pasqua?"},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2550\" style=\"margin: 10px;\" src=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium-229x300.jpg\" alt=\"Evangelii Gaudium\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.suoredimontanaro.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Evangelii-Gaudium.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a><\/b><\/p>\n<p align=\"right\"><b>sabato 25 ottobre 2014<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"right\"><i style=\"text-align: left;\">\u201cL\u2019anima mia ha sete del Dio vivente: quando vedr\u00f2 il suo volto?\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Con la preghiera del salmo 41 \u00e8 iniziato il nostro 1\u00b0 incontro con la Parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><em id=\"__mceDel\">Padre Antonello ha avviato la sua riflessione dicendo che noi possiamo placare il desiderio del cuore quando ci accade la grazia di poter dire la parola&nbsp;<i>\u201cDio vivente\u201d<\/i>&nbsp;senza banalit\u00e0 o sentimentalismo, ma sentendo la gioiosa percezione che il volto del&nbsp;<i>Dio vivente<\/i>&nbsp;\u00e8 un padre che ci \u00e8 vicino e ci ascolta. Corriamo per\u00f2 il rischio che le parole che cristianamente diciamo si consumino, si logorino e quindi perdano il potere di sostenerci nel cammino della vita. Il Sal. 41 invece, esprime una grande verit\u00e0 e cio\u00e8 il desiderio del cuore di poter davvero incontrare il Signore. Ricominciando questo cammino mi domando: \u201cQuanti anni sono che vengo a Montanaro? E in questi anni che cos\u2019\u00e8 cambiato per me, per voi ? Per me \u00e8 diventato un appuntamento che mi ha arricchito, mi ha aiutato a percepire che c\u2019\u00e8 un popolo di Dio. Il raccontare di Ges\u00f9 \u00e8 sempre interessante: l\u2019attenzione che mi avete dato mi ha fatto percepire come nel raccontare il Signore c\u2019\u00e8 sempre una novit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ricominciare anche quest\u2019anno non sar\u00e0 una banalit\u00e0, un rito, ma deve essere un movimento del cuore, l\u2019accettare la sfida del camminare passo dopo passo. E mi auguro che anche per voi sia cos\u00ec. Credo che in questi anni, poco alla volta siano cambiati dei codici di interpretazione del reale, che abbiate ricevuto delle chiavi di lettura per guardare la vita in maniera meno schematica. L\u2019esperienza ci dice che il rapporto con Dio non \u00e8 sempre placido e tranquillo, ma dialettico con le sue complicazioni. Non si pu\u00f2 immaginare che la vita sia sempre scritta con la mano destra, a volte \u00e8 scritta con la mano sinistra. Ma sempre, accada quel che accada, Dio \u00e8 Padre. Se noi, negli incontri passati, siamo riusciti a imparare questo probabilmente qualcosa \u00e8 accaduto dentro di noi. L\u2019augurio che faccio a me e a voi \u00e8 che i passi che faremo quest\u2019anno non siano passi traballanti ma passi veri. Per fare questo, riprendiamo l\u2019esortazione apostolica \u201cEvangelii Gaudium\u201d che papa Francesco ha scritto di sua mano con la caratteristica che gli \u00e8 propria: di un uomo che aiuta a guardare la Chiesa in un modo nuovo, non perch\u00e9 quello antico non fosse valido ma perch\u00e9 oggi sono cambiati i tempi e perci\u00f2 dobbiamo avere elasticit\u00e0 di mente e di cuore per scoprire che Dio ci parla attraverso gli avvenimenti. Infatti Lui si \u00e8 immischiato nella storia, si \u00e8 incarnato, ha preso un volto umano, \u00e8 entrato dentro nel tempo, ha preso la nostra fragilit\u00e0 che mal sopportiamo perch\u00e9 vorremmo essere eterni, sempre sulla cresta dell\u2019onda, vorremmo essere infiniti. Invece Dio, che \u00e8 l\u2019eterno, \u00e8 entrato nella nostra finitezza e debolezza, si \u00e8 fatto umano, si \u00e8 mescolato con noi. E il Papa, nell\u2019Evangelii Gaudium, ci spinge a interpretare la storia con lo sguardo di Dio. Noi abbiamo la tendenza a guardare il tempo che viviamo sotto l\u2019aspetto negativo, per quello che non va, invece il Papa ci invita a guardare il tempo che passa anche attraverso il bene che c\u2019\u00e8 dentro. Il Vangelo \u00e8 una parola bella che indica un annuncio, qualcosa che non produce l\u2019uomo, ma che viene dal di fuori, da Dio:&nbsp;<i>\u201cAmici voi vivete nella paura, nella sensazione del tempo che vi divora, ma io vi dico, voi siete amati nel pi\u00f9 profondo, persona per persona, siete amati nel vostro male. Site amati!\u201d<\/i>Ges\u00f9 Cristo morendo in croce ci dice che l\u2019amore \u00e8 invincibile, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 grande del nostro male e della morte. Questo \u00e8 il Vangelo, la bella notizia che genera la gioia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b>Dove sta la vera gioia?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo in un mondo scettico dove si fa credere che essere felici non \u00e8 possibile, e man mano che si avanza nella realt\u00e0 tanto maggiormente si ha questa tendenza a disprezzare il mondo e a sentirlo non capace di rispondere al desiderio profondo di essere felice davvero. Ora, se c\u2019\u00e8 un luogo dove si vede che il Vangelo \u00e8 radicato in una persona \u00e8 la sua gioia, perch\u00e9 il Vangelo ci d\u00e0 l\u2019orizzonte della vita. Senza orizzonte la vita diventa drammatica, perch\u00e9 se l\u2019orizzonte della vita \u00e8 morire, a che cosa \u00e8 servito tutto ci\u00f2 che siamo stati. Ora Ges\u00f9 ci dice che l\u2019orizzonte della vita \u00e8 il Paradiso.&nbsp;<i>\u201cIl grande rischio della societ\u00e0 attuale, con la sua molteplice ed opprimente<\/i>&nbsp;<i>offerta di consumo, \u00e8 una&nbsp;<b>tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza<\/b><\/i>&nbsp;<b><i>isolata\u201d<\/i><\/b><i>.&nbsp;<\/i>Vi sottolineo gli aggettivi che il Papa usa:&nbsp;<i>offerta di consumo&nbsp;<span style=\"text-decoration: underline;\">molteplice<\/span>&nbsp;e&nbsp;<span style=\"text-decoration: underline;\">opprimente<\/span><\/i>. La vita \u00e8 ridotta a consumo: avere tutto, accumulare. Avete mai provato la gioia nel dire: Questa cosa mi piace davvero, ma siccome non mi \u00e8 necessaria, dico di no! Vi invito a fare la prova. Provate a dire: Questa cosa \u00e8 bella, ce l\u2019hanno tutti, mi piace tantissimo, \u00e8 fatta proprio per me, ma non la prendo! Provateci! Vi dico che all\u2019inizio sentirete l\u2019amarezza di una perdita, di una rinuncia, ma poco alla volta si trasformer\u00e0 in una grande liberazione interiore. Ecco, noi siamo, in modo opprimente, stimolati a consumare, ad avere e perdiamo la capacit\u00e0 di gustare la realt\u00e0. Il desiderio di consumo genera la tristezza che si vede alla domenica sera, prima che incominci il lavoro, la scuola, \u2026 perch\u00e9 si \u00e8 immaginato il sabato e la domenica come cose nostre da godere. Questa tristezza scaturisce da un cuore&nbsp;<i><span style=\"text-decoration: underline;\">comodo <\/span><\/i>e&nbsp;<span style=\"text-decoration: underline;\">avaro<\/span>. Cosa vuol dire comodo? Che cerca ossessivamente la soddisfazione nella comodit\u00e0, nel non sacrificarsi. Quando uno non \u00e8 impegnato in qualcosa, alla fine \u00e8 nauseato, ed \u00e8 avaro perch\u00e9 tende a trattenere per s\u00e9. L\u2019avaro \u00e8 colui che pone nelle cose ha la propria felicit\u00e0. Tutto ci\u00f2 genera amarezza e tristezza. \u201c<i>Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi, non vi \u00e8 pi\u00f9 spazio per gli altri, non entrano pi\u00f9 i poveri, non si ascolta pi\u00f9 la voce di Dio, non si gode pi\u00f9 della dolce gioia del suo amore, muore l\u2019entusiasmo di fare il bene\u201d.&nbsp;<\/i>Ricordate il Vangelo? Chi cerca se stesso si perde. Chi si perde per me, si ritrova. \u201c<i>Anche i credenti corrono questo rischio,&nbsp;<span style=\"text-decoration: underline;\">certo&nbsp;<\/span>e&nbsp;<span style=\"text-decoration: underline;\">permanente\u201d<\/span>.&nbsp;<\/i>E\u2019 un rischio certo perch\u00e9 tutti noi l\u2019abbiamo sperimentato quando abbiamo messo il cuore nelle cose. Ed \u00e8 permanente perch\u00e9 appena dici di no ad una cosa, mille demoni percorrono la fantasia. Ti vengono in mente le scarpette che potrebbero essere utili e poi. \u2026. un paio di occhiali nuovi perch\u00e9 quelli che hai \u00e8 da tanto che li usi. E cos\u00ec, vero?<i>&nbsp;\u201cMolti vi cadono e si trasformano in persone risentite\u201d.&nbsp;<\/i>Ah, bello, Signore! Ti ho dato la camicetta, ti ho dato le scarpette, gli occhiali e mi hai fatto incontrare quella vicina di casa che \u00e8 insopportabile. Potevi risparmiarmelo! E si vive da persone risentite, \u201c<i>scontente, senza vita. Questa non \u00e8 la scelta di una vita degna e piena, questo non \u00e8 il desiderio di Dio per noi\u201d.&nbsp;<\/i>Dio non vuole vederci lombrichi che strisciano per terra. Diceva un autore francese: \u201cCome siamo fatti! Troppe volte, noi preferiamo restare allo stadio di bruco e non accettare la fatica di diventare farfalla per poter volare, semplicemente perch\u00e9 stiamo pi\u00f9 comodi nel bozzolo piuttosto che accettare la sfida di affrontare l\u2019aria\u201d. Dio desidera che noi impariamo a volare, Dio ci ha resi diversi dagli animali. Gli animali guardano per terra, noi invece siamo fatti per guardare il cielo. Dio ci vuole cos\u00ec: piedi per terra e gli occhi al cielo, alla trascendenza. Quando ci si chiude, quando ci si rannicchia su se stessi, sui propri piccoli o grandi piaceri, quando si ripone la fiducia di se stessi nelle cose che si fanno: questo non \u00e8 desiderio di Dio. \u201c<i>Questa non \u00e8 la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto (EG 2)\u201d.<\/i>&nbsp;Rischiamo di essere contagiati dal materialismo di questo mondo. Che cos\u2019\u00e8 il contagio? Abbiamo sentito parlare di Ebola? Ok! Ricordiamoci che c\u2019\u00e8 anche un contagio spirituale. Ricordate Cernobyl? Si aveva paura di mangiare l\u2019insalata perch\u00e9 poteva essere contaminata dagli atomi di uranio che generano tumori nel nostro corpo. Noi siamo infestati da una corrente culturale che predica continuamente lo stare bene, il mangiare, il godere. In alcuni ambienti non si parla che di questo! Poter invece dire: \u201cHo vissuto due giorni felici: ho incontrato degli amici, sono stato con la mia famiglia, i miei figli felici: \u00e8 stata una grande gioia! S\u00ec, non abbiamo fatto nulla di speciale, semplicemente siamo stati insieme raccontandoci le cose belle della vita. Il mondo in cui viviamo \u00e8 triste. E il cristiano, che \u00e8 dentro a questo mondo, che cosa fa? Il Papa ci ricorda che il cristiano \u00e8 chiamato presentare un altro mondo, un altro modo di vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b>Rischiare il senso della vita per il Signore<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201cInvito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a<\/i><i>&nbsp;<b>rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Ges\u00f9 Cristo\u201d.&nbsp;<\/b><\/i>E come si incontra Ges\u00f9 Cristo? Egli non \u00e8 un fantasma perch\u00e8 si lascia incontrare nella comunit\u00e0. E\u2019 la comunit\u00e0 il luogo in cui Egli vuole identificarsi: \u201cDove due o tre sono riuniti nel mio nome, l\u00e0 io sono presente\u201d. Dunque, il Signore, oggi si rende presente nella nostra vita. Io cercher\u00f2 di prestargli qualche parola, il Papa ne presta altre e ciascuno di noi offre la propria attenzione. Ed \u00e8 in questo scambio, in questo rapporto che avviene l\u2019incontro. Con l\u2019azione dello Spirito Santo, le parole che ci diciamo possono toccarci facendoci passare in rassegna la nostra vita personale: \u201c<i>Qui bisogna tagliare, l\u00e0 bisogna irrigare, in quell\u2019altro posto bisogna esporre al sole!\u201d<\/i>&nbsp;Qualcosa cambia dentro di noi e diventiamo pi\u00f9 sicuri, pi\u00f9 animati interiormente. Questi sono i momenti belli di incontro personale con il Signore. Ed \u00e8 sempre una grande grazia poterlo incontrare.&nbsp;<b><i>\u201cO, almeno, prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui<\/i><\/b><i>, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c\u2019\u00e8 motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non sia per lui, perch\u00e9 \u00abnessuno \u00e8 escluso dalla gioia portata dal Signore\u00bb. Il Signore non lo delude chi rischia per Lui, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Ges\u00f9, scopre che Lui gi\u00e0 aspettava il suo arrivo a braccia aperte. Questo \u00e8 il momento per dire: \u00abSignore, mi sono lasciato ingannare, in mille maniere sono fuggito dal tuo amore, per\u00f2 sono qui un\u2019altra volta per rinnovare la mia alleanza con te. Ho bisogno di te. Riscattami di nuovo Signore, accettami ancora una volta fra le tue braccia redentrici\u00bb. Ci fa tanto bene tornare a Lui quando ci siamo perduti! Insisto ancora una volta: Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia. Colui che ci ha invitato a perdonare \u00absettanta volte sette\u00bb (Mt&nbsp;18,22) ci d\u00e0 l\u2019esempio: Egli perdona settanta volte sette. Torna a caricarci sulle sue spalle una volta dopo l\u2019altra. Nessuno potr\u00e0 toglierci la dignit\u00e0 che ci conferisce questo amore infinito e incrollabile. Egli ci permette di alzare la testa e ricominciare, con una tenerezza che mai ci delude e che sempre pu\u00f2 restituirci la gioia.&nbsp;<b>Non fuggiamo dalla risurrezione di Ges\u00f9<\/b>, non diamoci mai per vinti, accada quel che accada. Nulla possa pi\u00f9 della sua vita che ci spinge in avanti! (EG 3).&nbsp;<\/i>Cosa vuol dire che non dobbiamo fuggire dalla risurrezione di Ges\u00f9? Egli \u00e8 Risorto, quindi, accada quel che accada, neanche la morte, che \u00e8 la grande padrona sul mondo, pu\u00f2 vincerci. Pochi giorni fa il Papa ha fatto un fortissimo intervento contro la pena di morte e l\u2019ergastolo perch\u00e9 disumani. Per dire che non si pu\u00f2 pi\u00f9 adottare la giustizia retributiva \u2013 occhio per occhio, dente per dente \u2013 ma piuttosto applicare il criterio della misericordia di Dio. Ma il mondo non la capisce. La misericordia non \u00e8 priva della giustizia, anzi, la supera infinitamente, d\u00e0 sempre una possibilit\u00e0, apre orizzonti nuovi perch\u00e9 Lui \u00e8 il Risorto e pu\u00f2 dare la vita dove c\u2019\u00e8 la morte. Questa \u00e8 la novit\u00e0 cristiana, questa \u00e8 la buona notizia del Vangelo! Evangelii Gaudium \u2013 La gioia del Vangelo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b>Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza la Pasqua<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Riconosco che la gioia non si vive allo stesso modo in tutte la tappe e circostanze della vita, a volte molto dure. Si adatta e si trasforma, e sempre rimane almeno come uno spiraglio di luce che nasce dalla certezza personale di essere infinitamente amato, al di l\u00e0 di tutto .\u2026\u2026. La tentazione appare frequentemente sotto forma di scuse e recriminazioni, come se dovessero esserci innumerevoli condizioni perch\u00e9 sia possibile la gioia. Questo accade perch\u00e9 \u00ab<b>la societ\u00e0 tecnologica ha potuto moltiplicare le occasioni di piacere, ma essa difficilmente riesce a procurare la gioia<\/b>\u00bb. Posso dire che le gioie pi\u00f9 belle e spontanee che ho visto nel corso della mia vita sono quelle di persone molto povere che hanno poco a cui aggrapparsi. Ricordo anche la gioia genuina di coloro che, anche in mezzo a grandi impegni professionali, hanno saputo conservare un cuore credente, generoso e semplice. In varie maniere, queste gioie attingono alla fonte dell\u2019amore sempre pi\u00f9 grande di Dio che si \u00e8 manifestato in Ges\u00f9 Cristo. Non mi stancher\u00f2 di ripetere quelle parole che ci conducono al centro del Vangelo: \u00abAll\u2019inizio dell\u2019essere cristiano non c\u2019\u00e8 una decisione etica o una grande idea, bens\u00ec l\u2019incontro con un avvenimento, con una Persona, che d\u00e0 alla vita un nuovo orizzonte e, con ci\u00f2, la direzione decisiva\u00bb.<b>Solo grazie a quest\u2019incontro \u2013 o reincontro \u2013 con l\u2019amore di Dio \u2026 giungiamo ad essere pienamente umani<\/b>. Siamo pi\u00f9 che umani, quando permettiamo a Dio di condurci al di l\u00e0 di noi stessi perch\u00e9 raggiungiamo il nostro essere pi\u00f9 vero. L\u00ec sta la sorgente dell\u2019azione evangelizzatrice. Perch\u00e9, se qualcuno ha accolto questo amore che gli ridona il senso della vita, come pu\u00f2 contenere il desiderio di comunicarlo agli altri? (EG 6-8)<\/i>Ricordiamo che<i>&nbsp;<\/i>si vive la vita sempre in un rapporto con l\u2019altro e, se questo rapporto \u00e8 buono, aperto, bello, generoso, capace di generare il gusto della vita, allora la vita fiorisce, diversamente la vita si chiude e appassisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b>La legge della gioia fondamento e ragione dell\u2019annuncio evangelico<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo detto che il 1\u00b0 fondamento della gioia \u00e8 l\u2019incontro con Cristo perch\u00e9 \u00e8 la risposta al bisogno pi\u00f9 profondo che c\u2019\u00e8 in noi. L\u2019incontro con Lui \u00e8 lo stupore di un rapporto profondo dove il tempo non conta pi\u00f9. Ma dove vediamo il Signore? Lo vediamo nell\u2019altro. Questo \u00e8 il punto su cui facciamo una grande fatica, perch\u00e9 tutti desideriamo incontrare il Signore, ma quanta fatica vedere negli altri il volto di Dio! Solo chi \u00e8 toccato dal Vangelo sa cogliere nel fratello, anche il pi\u00f9 antipatico o noioso, il richiamo a Cristo. L\u2019altro, comunque sia, ha dentro di s\u00e9 il potere di richiamarci a quello che noi non siamo, cio\u00e8 a quell\u2019altro che \u00e8 il Signore. \u201c<i>Il bene tende sempre a comunicarsi. Ogni esperienza autentica di verit\u00e0 e di bellezza cerca per se stessa la sua espansione, e&nbsp;<b>ogni persona che viva una profonda liberazione acquisisce maggiore sensibilit\u00e0 davanti alle necessit\u00e0 degli altri<\/b>\u201d.&nbsp;<\/i>Si diventa sensibili<i>&nbsp;<\/i>agli altri perch\u00e9 prima si \u00e8 sensibili a s\u00e9 stessi, perch\u00e9 si \u00e8 capito l\u2019impasto di miserie, di debolezze e di fragilit\u00e0 che noi stessi siamo.<i>&nbsp;\u201cComunicandolo, il bene attecchisce e si sviluppa\u201d.&nbsp;<\/i>La strada per la propria liberazione consiste nel riconoscere l\u2019altro. Che cosa vuol dire riconoscere?<i>&nbsp;<\/i>Riflettere su di lui un giudizio benevolo, uno sguardo sereno. In questo modo si innesca un circolo virtuoso che permette di sentirci bene.&nbsp;<i>\u201cPer questo, chi desidera vivere con dignit\u00e0 e pienezza non ha altra strada che riconoscere l\u2019altro e cercare il suo bene\u201d.\u201cNon dovrebbero meravigliarci allora alcune espressioni di san Paolo: \u00abL\u2019amore del Cristo ci possiede\u00bb (2 Cor5,14); \u00abGuai a me se non annuncio il Vangelo!\u00bb (1 Cor&nbsp;9,16). \u2026&nbsp;\u00abLa vita si rafforza donandola e s\u2019indebolisce nell\u2019isolamento e nell\u2019agio\u00bb. Quando la Chiesa chiama all\u2019impegno evangelizzatore, non fa altro che indicare ai cristiani il vero dinamismo della realizzazione personale: \u00abQui scopriamo un\u2019altra legge profonda della realt\u00e0:&nbsp;<b>la vita cresce e matura nella misura in cui la doniamo per la vita degli altri\u201d.&nbsp;<\/b><\/i>Non \u00e8 linea diretta che si ottiene la gioia. Il vero dinamismo della realizzazione personale non \u00e8 quello di catturare qualcosa che ci dia soddisfazione, ma quello di impegnarsi per un significato: dona benevolenza e otterrai benevolenza, dona stima e otterrai stima, dona apprezzamento e ti apprezzeranno. Impariamo a sorridere alla vita, a seminare il gusto della vita!&nbsp;<b><i>\u201cLa missione, alla fin fine, \u00e8 questo<\/i><\/b><i>. Di conseguenza, un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale. La Buona Novella non si espande con evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma con ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo. (EG 9-10)<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>sabato 25 ottobre 2014 \u201cL\u2019anima mia ha sete del Dio vivente: quando vedr\u00f2 il suo volto?\u201d Con la preghiera del salmo 41 \u00e8 iniziato il nostro 1\u00b0 incontro con la Parola. 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